Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di luponr3. Crea il tuo badge qui.
Desclaimer
Questo blog non rappresenta una testata
giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può
pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del
7.03.2001
Ieri sono andato a tagliarmi i capelli, avevo bisogno di una sistemata prima che la mia capigliatura prendesse il sopravvento.
Visto che il parrucchiere più economico del mio paesino è chiuso sono dovuto andare da un altro che, spacciandosi per Coiffeur di alta moda, tiene i prezzi un po' più alti.
Va beh.
Entro, saluto, e una ragazza nuova (lì girano diverse donzelle delle scuole di estetiste piuttosto che apprendiste) comincia a lavarmi i capelli.
Dopo di che mi fa sedere al posto e, informatasi su come volessi i capelli, prende il rasoio elettrico, il pettine e parte.
In dieci minuti netti mi ha sistemato. Anche con un buon taglio devo ammettere; la sfumatura è fatta bene e anche la lunghezza è regolare. Mi dice che ha imparato a farlo da Jean Louis David e che li fanno solo così.
Ok perfetto, dico io, un ottimo metodo.
Pago e vado.
Poi mi è venuta in mente una cosa:
Ma una volta dal parrucchiere non si chiacchierava?
Io sono cresciuto andando (e ci vado tutt'ora appena vado al lago) da una ragazza (che adesso è madre) con cui parlavamo di tutto: dei libri che leggevamo, delle vacanze, di sport, di scuola. Chiaramente ora gli argomenti si sono spostati anche su alcune cose un filo più serie, ma sono sempre venti, venticinque minuti di chiacchiere (non pettegolezzi) piacevoli e rilassanti.
Comunque anche andando da altri parrucchieri che non conoscevo o che, comunque, frequentavo saltuariamente si è sempre parlato del più e del meno.
Una volta mi ricordo che ad una ragazza (molto carina devo aggiungere) che mi aveva trattato veramente bene avevo anche regalato una rosa (presa dal fioraio, non da un marocchino per strada) visto che era la festa della donna.
Insomma il parrucchiere è un momento di stacco, di pausa dalla vita frenetica se ci si trova bene ci si torna, se no..ciccia...
Ieri invece mi è sembrato di entrare in una catena di montaggio.
Sono incazzato nero.
Per una volta so anche perchè.
Perchè sono stupido e ci metto troppo tempo a rendermi conto delle cose.
Perchè mi comporto in un certo modo così come gli altri, ma non mi rendo conto che sia normale e che devo muovermi a rientrare in certi schemi di pensieri...
Insomma stasera agli allenamenti sarò parecchio incazzoso e mi sa che fino a sabato non sarò del umore migliore per socializzare...
Che noia quando non si ha nulla da fare.
Alla lunga anche gli interessi personali scemano e più che controllare che qualcuno abbia risposto qui o da altre parti non si fa.
A volte il lavoro serve a passare il tempo.
Detto così sembra una cavolata, ma è vero...
Meno male che tra poco si va a mangiare.
Meno male che siamo già a metà settimana...
Noi che ci divertivamo anche facendo "Stregacomanda colore".
Noi che facevamo "Palla Avvelenata"
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la BIC.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga(Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween!!!
Ma perchè in questi giorni il tempo mi sembra che sparisca nel nulla?
Comincio la giornata e tra lavoro, forum e altre due cazzatte è già ora di tornare a casa.
A casa poi il tempo vola in un attimo cena, allenamenti, due cazzate e a letto.
Nel frattempo mi ritrovo con foto da sistemare, libri da leggere, macchina da lavare, esercizi da fare, film da vedere.
E la cosa bella è che non faccio un cavolo.
Questo week end sono giusto andato a comprare un paio di jeans e ho visto il film dei Simpons.
Poi, poi niente, ho giocato con mio fratello e il week end è finito.
Niente giri, niente persone strane, niente eventi da raccontare.
Volevo andare a vedere la Sparkling Milano, ma la partita è stata spostata (e si che avevo anche l'ingresso Vip) a lunedì per trasmetterla in TV (maremma ladra aggiungerei).
Boh, speriamo di riuscire a ricominciare a trovare il tempo, visto che di usato non ne trovo.
Al prossimo post senza capo ne coda, se troverò il tempo
A volte mi chiedo perchè la gente decida di cominciare ad allenare. Non sto qui a dire il perchè lo faccio io o perchè in generale si cominci ad allenare, vi dirò solo perchè mi sia venuto, per la millesima volta, questo dubbio.
Ieri mattina ho avuto un corso di aggiornamento (obbligatorio per farmi rinnovare il cartellino, va beh è un discorso che non ho voglia di affrontare), l'ho scelto perchè essendo fatto in palestra sapevo essere di tipo pratico e perchè comunque essendo "Correlazione Muro Difesa" (si va beh sento già le rotelline di un po' di gente che girano vorticose cercando di capire cosa stia dicendo) mi interessava anche sotto il punto di vista del mio allenamento personale.
Tra parentesi dovevo anche scappare via prima per andare alle finali (vedi post precedente) e avevo bisogno che il tutto andasse per il meglio.
Quindi pronti via.
Il docente (passatemi il termine) chiede dieci dodici volontari in tuta per fare la parte pratica.
Silenzio. Una mano alzata. La mia.
Va beh, vado in campo, un po' di allungamenti mentre parla e poi via a fare gli esercizi che mi dice di fare, ricevendo anche qualche complimento sulla tecnica (non per dire, ma il mio mestriere lo so fare e lo so fare bene).
Poi chiede un secondo volontario per il muro a due (metteteci un po' di olio in queste rotelle, su).
Dopo almeno dieci secondi di esitazione scende uno, decisamente in carne, che di tecnica, ma anche semplicemente della tecnica di muro, mi spiace dirlo, ne sapeva ben poco.
Infine è dovuta scendere una ragazza per l'ultima parte di tecnica. La parte di difesa (che era quella che mi interessava di più) non è stata fatta perchè non c'erano abbastanza volontari.
Ora comincia la polemica, non fatta li perchè ero di fretta.
Sei un allenatore? Scegli un corso pratico? Non ti metti come volontario? I motivi sono 2:
a- sei un timido cronico, allora mi chiedo come tu faccia a rapportarti con i tuoi atleti (maschi e femmine).
b- non sei capace e quindi ti vergogni di fare vedere la tua tecnica. Mi domando allora come tu faccia ad insegnare le basi ai vari under che alleni.
Una cosa che mi ha irritato e che continua ad irritarmi da quando ho fatto il primo corso allenatori è che la maggior parte degli allenatori (purtroppo non solo over 40) erano abbastanza oversize. Ci possono essere mille ragioni valide (disfunzioni, infortuni, condizioni congenite), ma ce ne sono svariati milioni non valide per essere in quelle condizioni e cercare di insegnare a dei bambini che la forma fisica (attenzione, non ho detto la magrezza o la ricerca esasperata della magrezza), sia importante per rimanere in buona salute e sentirsi a posto con se stessi.
Poi bisogna avere una coscienza sportiva, essere i primi a voler fare, in prima persona le cose per poterle poi riportare in palestra. Chi se ne frega se sai a memoria la formazione della Sparkling o conosci trecento atleti delle varie serie, se poi non sai correggere la posizione di difesa o se non sai spronare le ragazze a dare il meglio di sè e migliorarsi giorno dopo giorno.
Come allenatore è più importante sapere fare che sapere e basta.
Odio le cose fatte male, sopratutto quando queste vanno ad influenzare il futuro di qualcuno.
Meglio che mi fermi qui, se no sparo veramente a zero...
Minchia che week end. Mi sembra quasi di non averlo vissuto da quanto sono stanco questa mattina.
Sabato poco impegnativo, passato un po' in casa e un po' in palesta a vedere giocare le ragazze che allenavo (provando così a fare un po' di foto con il mio flash nuovo...che figata poter fare le foto in palestra finalmente).
Quindi a letto presto.
Domenica mattina sveglia presto, veloce ad un corso di aggiornamento allenatorori (di cui scrivo dopo) e quindi di corsa in palesta che mi aspettavano le finali di VolleyCup.
Arrivo con un minuto di ritardo e non posso entrare in campo (e qui scesero un po' di santi a dirmi darmi una calmata), mi devo limitare ad incitare e griadare (sudando ed affaticandomi come se fossi in campo) per tutti i cinque set, per tutte le due ore e tre quarti di partita per tutti i 23 punti del tie break (per chi non lo sapesse il tiebreak solitamente è fatto di 15 punti..). Ma cazzo vinciamo!
Pizza al volo, corsetta per digerire, massaggio ai miei compagni per sistemare spalle e schiene, e poi via di nuovo in campo, solo che questa volta sono dentro anche io. Sono li a tirare su palloni, a fare un po' di recuperi a suon di "Ciupa" a schivare l'ultiamo attacco che finisce fuori a gridare ed esultare per la vittoria conquistata contro una squadra veramente forte. E poi a tifare per le ragazze che ci siamo fatte amiche (va beh per modo di dire) durante le altre partite, fino alla fine...
Che tensione che ho ancora alle gambe, una cosa pazzesca e stasera ci si allena ancora...maremma ladra che fatica....
Che dire, per una volta sono stato lontano dal blog contro la mia volontà.
O meglio, non ho avuto il tempo di mettermi li e partorire un post che fosse decente, che avesse un capo e una coda (non che gli altri fossero dei trattati filologici, sia chiaro). Ho avuto parecchio da fare, tra il lavoro, il forum della società che ho dovuto aprire ed avviare, gli allenamenti, un aperitivo, pensieri, "scazzi e mazzi" e serie tv che chiedevano di essere viste dopo aver aspettato veramente dei mesi.
Ora sono un po' più calmo e più sveglio del solito anche se, pure ieri sera, sono andato al letto per l'una.
Va beh. Stasera si gioca. Si gioca per vincere ed andare così alle semi-finali di domenica mattina. Semi-finali a cui non posso partecipare a causa di un corso a cui devo andare per forza, altrimenti quest'anno niente cartellino da allenatore (e sono *azz* amarari per tutti). Vorrà dire che mi toccherà arrivare di gran carriera per le finali (se sentite di una squadra sterminata in provincia di Milano vuol dire che hanno perso il mattino) e cercare di portare a casa quel maledetto torneo!
Poi cosa dire...
Ah si.
L'altra sera giro su Sky e cosa mi capita sotto gli occhi (no, non un porno) Sassuolo - Asystel Novara, partita di pallavolo A1 femminile.
In battuta in quel momento in battata Sassuolo. Guardo bene e mi sembra di conoscere chi è in battuta, ma Sky, molto gentilmente, non mette nessuna sovraimpressione per dire chi sia. Guardo bene e sono sicuro di conoscere quella tecnica di battuta (una particolare forma di rincorsa per la battuta salto-flot). Più guardo e più mi convinco di conoscerla. Poi finalmente ecco il nome impresso sullo schermo. Bosetti L.
Apro Zio Google, cerco il sito di Sassuolo ed ecco confermate le mie ipotesi.
Bosetti Lucia, classe 1989, militante fino all'anno scorso in B1 ad Orago.
Se ci penso mi viente un po' male...
Contro lei e la sua squadra giocammo 3 anni fa. E vincemmo. Fu l'anno del nostro titolo di vice-campioni regionali, della nostra disfatta contro Fiume Veneto nel primo turno interegionale, fu l'anno più bello ed esaltante di sempre sotto il punto di allenatore.
Dall'anno seguente Orago divenne invincibile.
L'anno scorso sono diventate campionesse Nazionali Under 18.
Ed io sono qui chiuso in ufficio.
A volte mi chiedo come sarebbe stato se fossi stato allenato in maniera seria sempre.