lunedì, 25 febbraio 2008 - 10:45
Ieri, mentre mi recavo al parco Castello per fare un giro con A e godermi un po' il sole che aveva deciso di scaldare un po' il weekend milanese, ho avuto una lunga conversazione senza parole in metropolitana.
E' stata una conversazione di sguardi, di piccoli cenni con la testa, di piccoli gesti.

Lei aveva occhi verdi e folti capelli neri. I tratti di piccola donna del sud america ed uno sguardo ben più maturo della sua età.
Ben più vecchio dei 6 mesi passati su questa terra.

Io odio abbastanza i bambini, a meno che non siano in una palestra o in un campo estivo sotto i miei diretti comandi (si sono un allenatore ed un animatore abbastanza severo, faccio la parte dell'orso cattivo solitamente), ma stranamente ho passato diverse fermate a fissarla negli occhi con lei che fissava me.

Siamo stati interrotti più volte dalle solite donne che non possono fare a meno di fare versi stupidi, prendere manine, toccare i capelli, fare domande stupide alla madre. Si capiva perfettamente che era scocciata da quelle attenzioni e dopo averle guardate per un po', fatta qualche smorfia si rimetteva a fissarmi.
A volte lasciava intravedere un accenno di sorriso, ma per la maggior parte del tempo mi guardava abbastanza seriamente, come se cercasse di capire quello che l'aspetta da questo mondo.
Quello che ho fatto io è stato restituirle lo sguardo, tranquillamente, senza fare sorrisi falsi o strane espressioni era solo un cercare di capire cosa ruotasse nelle nostre menti. In realtà ad un certo punto ha allungato una mano, non so perchè forse avrei potuto allungare la mia ed offrirle un mignolo da stringere come saluto, ma una signora ha ben pensato di mettersi in mezzo.
Oddio non è che fossi proprio incline a farlo, anche perchè, un po' come con i cani, non tutti i genitori sono inclini a lasciare toccare i figli così al primo che passa che magari ha le mani sporche o è raffreddato (come nel mio caso).

In ogni caso poco prima che scendessimo in Duomo ho avuto l'impressione, chiamarla premonizione mi sembra eccessivo, che tra 20, 25 anni ci incontreremo, magari anche solo per un'indicazione o per chiedere l'ora e poi ognuno* se ne andrà per la propria strada, ma non senza aver fissato uno gli occhi dell'altro e aver avuto una piccola sensazione di déjà vu.

*non ogiuno, grazie Myto
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lunedì, 07 gennaio 2008 - 09:23
Come accennavo prima passando per alcune delle zone centrali di Milano sono venuto a contatto (si fa per dire visto che io rimango ben chiuso nella mia macchinina) con una realtà abbastanza differente da quella a cui sono abituato a vedere.

Nelle strade che negli anni passati ero solito percorrere di notte ero solito vedere, a bordo strada, principalmente travestiti, donne (molte con la sorpresa) avanti con l'età, o di colore truccate pesantemente, vestite con poco, seno rifatto scoperto, grosse cosce all'aria e gesti volgari che ti invitavano a loro.

Ora invece appoggiate alle macchine o contro i muretti ci sono delle giovani ragazze (a volte sembrano anche troppo giovani) italiane o dell'est Europa con un trucco leggero o ben dosato, vestite in maniera normale (jeans, stivali e giaccavento per proteggersi dal freddo), mai da sole, ma sembra a parlare con una loro amica(collega) e che sembrano ricordarsi di essere al lavoro solo al quando gli passi vicino. Sono li che ridono tra di loro, parlano e scherzano e all'approcciarsi di una macchina basta una gomitata di una di loro perchè il loro sguardo ritorni sensuale e con pochi gesti ti invitino a fermarsi da loro.

Difficilmente i semafori sono ancora accesi quando torno e quindi non c'è mai fila e non ci si ferma quasi mai lungo la strada ogni volta è quindi un attimo passargli accanto e guardarle. Loro sanno mirarti diretti gli occhi, come un cacciatore che mira alla sua preda e spesso mi ritrovo a ricambiare lo sguardo e a regalare loro un sorriso, piccolo sincero senza pretese ne doppisensi e loro rispondono con la stessa sincerità. Non so se è per cortesia o perchè si sentono trattate da persone o meglio ragazze normali.

Mi sono poi accorto che lungo la strada sono sempre le stesse che presidiano le stesse zone e sto cominciando a riconoscerle. C'è la coppia bionda e bruna che parlano fitte fitte fino a che non arriva una macchina, c'è la bruna solitaria con lo sguardo un po' perso e molte altre.

Non so perchè, ma vorrei essere un po' come Marco Berry (la Iena) o ad avere semplicemente il coraggio di fermarmi ed offrire loro un caffè e sentire le loro storie, da dove vengono e vorrebbero andare. Questo però non è facile, perchè non si sa mai chi (o cosa) ci sia dietro di loro.

Mi limiterò a regalare ancora qualche sorriso che non costa nulla, ma può valere molto.
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lunedì, 07 gennaio 2008 - 08:25
La vita mi ha portato a tornare, sopratutto nei weekend, a casa ad un orario abbastanza avanzato passando per le zone centrali di Milano.

Mentre ci passo noto che il popolo della notte negli anni non è molto cambiato, soliti ragazzi che mangiano panini ai baracchini, solite ragazze che aspettano appoggiate alle macchine che qualcuno desideri scaldarsi con loro (potrei scrivere un post a parte, magari dopo), chi entra e chi esce da una discoteca, poliziotti stanchi che fermano guidatori ancora più stanchi di loro, tram e pulman quasi vuoti che percorrono le strade che stranamente non sono mai vuote e poi ci sono i soliti, troppi, coglioni che fanno i grandi in macchina e poi, alla prima curva troppo stretta o troppo bagnata, si trovano contro un palo, capovolti sopra un marciapiede o dentro un'altra macchina.

Solo sabato, tra andata e ritorno ho visto 6 incidenti. In tutte le macchine erano distrutte, per fortuna non mi è sembrato di vedere morti o feriti gravi.

Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro.
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venerdì, 17 agosto 2007 - 18:43
...mentre sei lì fermo al semaforo, con la spesa appena fatta, con un pover'uomo senza una gamba che chiede l'elemosina, con dieci centesimi in mano pronto a darli e ti viene in mente che non servirebbero a niente.
Allora apri la busta dell'Esselunga (vedi post precedente), stacchi una banana dal piccolo casco che hai preso e gliela dai.
Lui ti guarda ti fa un sorriso a quattro denti e ventotto spazi vuoti e ti saluta.
E tu riparti felice sapendo di aver fatto qualcosa di buono...
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venerdì, 20 ottobre 2006 - 09:57
In questi giorni, per acquisti vari, mi devo recare spesso in centro a Milano e, per evitare il traffico, taglio per strade secondarie.
Da un paio di settimane, su una stradina di una zona industriale è comparsa una giovane ragazza.
E' giovane, anche troppo, dietro quel trucco non troppo pesante, ma ben messo che gli consente di apparire come una diciottenne dalla pelle candida, quando invece penso ne abbia attorno ai 16, con già troppi segni per quello che fa.
L'ho vista sia con il sole che con la pioggia, come ieri, con il suo piccolo ombrello rosso, i suoi jeans e il giubbotto nero.
Non c'e' niente di volgare in lei, nessun seno scoperto, nessuna lingua che passa voluttuosamente sulle labbra, solo due occhi verdi, o almeno così mi sono parsi l'unica volta che fugacemente ne ho incrociato lo sguardo che ti fanno capire che dietro a quell'aspetto si nasconde una ragazza diventata donna troppo in fretta.
Non ne ho mai visto il sorriso, nè un qualsiasi sentimento trapelare da quei lineamenti, sembra una bambolina persa nel suo mondo, che non guarda nemmeno chi la saluta, le chiede quanto vuole e poi la porta via con sè.
Non so perchè sia rimasto così colpito, a Milano ne ho viste tante come lei, ma, sarà per la sua apparente semplicità che mi ha turbato.
Avrei voluto fermarmi e chiederle come si chiama, offrirle qualcosa di caldo ed ascoltare la sua storia, insomma regalarle una mezz'ora diversa da quella che è solita vivere con un uomo.
Non so se avrei mai trovato il coraggio di farlo.
C'è sempre una macchina posteggiata poco più avanti, con qualcuno che la tiene d'occhio e spesso la macchina davanti a me mette la freccia, rallenta e ruba un altro po' di giovinezza a questa ragazza.

Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
Fabrizio DeAndrè -Via del campo
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